Gli obiettivi del Laboratorio di Kinesiologia Naturopatica

Ogni effetto ha una causa. Se ci si limita a tenere sotto controllo l’effetto non si potrà mai cambiare. Se troviamo una perdita d’acqua nel nostro alloggio, probabilmente la prima cosa che si fa è asciugare il pavimento, ma difficilmente questo è sufficiente a risolvere il problema se non si va a monte a ricercare la causa della perdita d’acqua. E’ un assioma che chiunque può comprendere. Eppure nella nostra esistenza diamo la colpa di quello che succede sempre agli altri, senza porci minimamente la questione del perché di ciò che ci accade. Ed infatti i risultati sono sempre gli stessi: nulla cambia e siamo sempre più “malati” nel fisico e nell’anima.

Così l’Associazione Metamorphosis ha deciso di proporre un’occasione di crescita e comprensione attivando il Laboratorio di Kinesiologia Naturopatica.

Il termine laboratorio indica un luogo dove si fanno esperimenti, si prova, si sbaglia, si ricomincia, si fanno ipotesi, ci si confronta sotto la supervisione di una persona esperta, ma nello stesso tempo il laboratorio è il luogo della trasformazione individuale e collettiva.

Quella che proponiamo pertanto non vuole essere una scuola nel senso classico, né un luogo dove c’è un insegnante che espone e gli studenti che imparano. Vuole essere più simile ad una scuola socratica, dove allievi e maestro discutono insieme per arrivare alla conoscenza, che non è proprietà di uno, ma di tutti.

Si opererà attraverso una tecnica, apparentemente molto semplice, ma in realtà piuttosto molteplice per via delle variabili che si devono considerare, che è la tecnica kinesiologica dell’O-ring.  Di kinesiologie ce ne sono molte e non sono da confondere con la cinesiologia o kinesiterapia che è un atto medico o fisioterapico di recupero della funzione muscolare.

Qui non si tratta di agire sul muscolo ma di usarlo per accedere alla conoscenza della parte più profonda ed “animale” di noi. Il muscolo resiste o cede a seconda degli stimoli – fisici ed emotivi – che vengono dati al corpo umano.

Come funziona questa tecnica? E’ una stregoneria? Mai visto nulla di simile! Non ci credo! Non è possibile! Queste sono le risposte che sento la prima volta che una persona vive sulla propria pelle il test kinesiologico. Il principio è semplice. Noi abbiamo un Sistema Nervoso Centrale formato da numerosi cervelli che hanno seguito l’evoluzione e sono “cresciuti” sovrapponendosi gli uni agli altri come una matrioska russa.

Semplificando al massimo possiamo dire che i cervelli sono due:

Un cervello base, rettiliano, animale, istintivo, che reagisce di fronte al rischio di morte e di sopravvivenza. Non conosce il piacere e il dolore, non conosce il tempo, né passato, né futuro, conosce solo la vita o la morte e le funzioni biologico-organiche. Le sue risposte sono si-no, acceso, spento. Funziona per programmi automatici acquisiti nei primi 4 anni della nostra vita o ereditati dagli antenati.

Un cervello evoluto, corticale, ragionevole, che reagisce di fronte al dolore ricercando il piacere. Non conosce la vita o la morte (tuttavia la interpreta come dolorosa), ma conosce il tempo, ricorda il passato e lo proietta nel futuro. Tende a non vivere il presente, ma a prevenire (sulla base di quello che si ricorda). Funziona costruendo delle strategie comportamentali complesse, nelle quali però non  tiene minimamente conto delle funzioni biologico-organiche gestite dal Cervello rettiliano dando per scontato che quest’ultimo obbedirà a lui.

Tuttavia le sue azioni sono complesse ed incomprensibili per il rettiliano, che le interpreterà “a modo suo”. Come un autista che guida l’automobile senza sapere quali sono le potenzialità ed i limiti del suo mezzo.

Il test kinesiologico viene eseguito sui muscoli volontari del corpo, che sono innervati sia dalla corteccia (il movimento viene guidato dalla volontà), che dal cervello rettiliano (il movimento viene governato dall’istinto).